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| Questo circuito costituisce lo "specific hardware" che, come afferma l'autore originale dell'articolo, è necessario costruire a completamento del programma riportato nel titolo. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"An impedance meter with auto-BIAS compensation"di Alfredo Accattatis
Il circuito
elettronico di interfaccia
Sulla pagina si legge espressamente: A little preamble. You need to build a specific hardware in order to get good performance from this instrument. The needed hardware is a simple couple of operational amplifiers, in order to exalt (elevate) the input impedance of a standard soundcard/acquisition board, normally too low; a low input impedance means a perturbed measurement or, in other words, low accuracy and/or precision. Alfredo Accattatis ha lavorato per molti anni in aziende come "Ingegnere del Software", con mansioni di ogni tipo. Ha scritto programmi per "Sistemi Embedded" (con DSP e Microcontrollori), per PC, per computer Avionici e persino per Mainframe IBM (Z900) usando C, C++ & Pascal (Delphi - RAD studio 2007), Ada, Rexx e svariati linguaggi assemblativi. Il lavoro che lo ha spinto a realizzare quanto vi descriverò è "Visual Analyser" (di seguito "VA"), attualmente giunto alla versione 2010 beta. Ho già avuto modo di provare ed apprezzare la precedente versione stabile "VISUAL ANALYSER 2009 HR". Di cosa si tratta? Uso le parole dell'autore. Nel variegato mondo di Windows (9x, ME, 2000, NT, Xp, Vista), i programmi che consentono di trasformare un personal computer in un Oscilloscopio e/o Analizzatore di spettro sono oramai una discreta quantità. Visual Analyser presenta tuttavia delle peculiarità esclusive. Inoltre, esso nasce espressamente per appassionati di circuiti audio (amplificatori in classe A e B, oscillatori, etc.), ma si è rapidamente trasformato in un set di strumenti di misura per uso generale. Strumenti come un Oscilloscopio od un Analizzatore di spettro costano cifre proibitive e assolutamente non giustificate per un uso squisitamente hobbistico, sebbene tali strumenti faciliterebbero di parecchio il lavoro dello sperimentatore. Ancora, e quasi paradossalmente, la flessibilità che può offrire un "pacchetto" per PC, invece di uno strumento professionale dedicato, è persino superiore (si pensi al fatto di poter cambiare la scheda audio, potenziare il PC cambiando il processore ed aggiungendo RAM, o semplicemente passando alla versione successiva del programma, oltre a poter usufruire di stampanti, dischi, usare contemporaneamente altri software, eccetera). L'idea alla base di questo programma, e di tutti quelli con le medesime funzioni, nasce dalla constatazione che la maggior parte dei moderni personal computer basati su processori Intel (e simili) sono dotati di una scheda audio. Che in moltissimi casi è di buona qualità, e comunque reperibile a bassissimo costo. Attualmente poi, la potenza di calcolo di un PC medio è tale da consentire l'implementazione di routine in tempo reale che fino a pochi anni addietro erano appannaggio esclusivo dei DSP (Digital Signal Processor). In pratica, il programma usa la scheda audio di un qualunque PC come convertitore analogico/digitale, e i due canali sinistro e destro come ingressi, ottenendo così un funzionale oscilloscopio. Le uniche vere limitazioni stanno nella banda passante, imposta dal progetto della scheda, quindi 10 .. 20000 Hz, e dalla mancanza di ingressi in continua. A tutto il resto provvede il programma. Di seguito vedete in dettaglio le caratteristiche; purtroppo l'autore ha realizzato il sito Web con pagine sia in Italiano che in Inglese, ed in questo caso la pagina che spiega le caratteristiche è in Inglese. (www.sillanumsoft.org/prod01.htm) E' un pò lunga da tradurre; ma direi che sia abbastanza comprensibile. Detailed Features:
L'ultima caratteristica (15) è stata introdotta con la versione 2010. Gli altri dettagli li vedete alla pagina www.sillanumsoft.org/Italiano/news.htm.
L'analizzatore ZRLC
Come detto, la versione 2010 ha introdotto qualcosa di più di "una nuova finestra" a VA. Si tratta di un reale ed efficente misuratore di impedenze (Z), resistenze (R), induttanze (L) e condensatori (C), che opera con buonissima precisione in una gamma che io stesso oso definire vastissima. Oltre alle resistenze, che vanno da pochi ohm ai megaohm, ecco cosa può misurare grazie alle sue 5 portate:
La pagina
si trova su
Il primo lo potete vedere qui: Steber_An_LMS_Impedance_Bridge.pdf Il secondo è qui: Le versioni precedenti - che utilizzano lo stesso circuito di ZRLC - funzionano con un programma molto macchinoso e per nulla intuitivo, che richiede una taratura manuale, oltretutto non troppo ben spiegata. Comunque i lavori citati hanno il pregio di spiegare molto bene la teoria di funzionamento. Circa ZLRC, trovate le spiegazioni essenziali sulla pagina sopracitata; che, ho detto, è in inglese. Penso di fare cosa utile traducendovi l'essenziale; ma prima faccio un cenno al principio generale di funzionamento. Immaginiamo di realizzare un partitore con due resistenze Rm e Rs; ai capi applico una tensione continua nota Vr. La tensione Vx è allora data da Vx = Vr ? Rs / (Rm + Rs) Se ad esempio Rm = Rs, Vx = Vr ? Rs / 2 Rs = Vr / 2. Supponendo che Rm sia nota, posso ricavare Rs misurando Vr e Vx: Se ora sostituiamo la tensione continua con una alternata sinusoidale a frequenza nota, le cose non cambiano più di tanto. Possiamo a questo punto inserire al posto di Rs un condensatore o un'induttanza; anche in questo caso la tensione Vx è funzione della capacità o dell'induttanza utilizzata, nonché della frequenza. Però ora al posto della resistenza si deve considerare l'impedenza Z del condensatore o dell'induttanza. Chi vuole può leggersi i lavori citati di Steber, Klaper e Mathis. L'impedenza Z può essere scritta in forma "rettangolare": R è la parte reale (resistiva) di Z, jX è la parte immaginaria (reattiva). Ma Z può essere scritta anche in forma "polare": R
è la parte reale (resistiva) di Z,
Il circuito che si deve realizzare in pratica è una forma più "evoluta" del semplice partitore sopra illustrato. Anzitutto bisogna elevare l'impedenza di ingresso dei due canali "Ingresso linea" della scheda audio (a cui si applicheranno le tensioni Vr e Vx) al massimo livello possibile; all'uopo si utilizzano 2 amplificatori operazionali. Si genera per mezzo del programma VA la tensione Vr, che sarà disponibile ad una delle "Uscite linea" (la destra) della scheda; poi VA misura le due tensioni Vr e Vx ai capi dei due "Ingressi linea" ed effettua gli opportuni calcoli. VA è stato progettato tenendo presente un punto chiave: evitare, almeno alla prima esecuzione, di rompere le scatole all'utente con un sacco di impostazioni e di dettagli tecnici. In questo (e sia reso merito all'autore) è tutta un'altra situazione rispetto al programma originale degli autori sopra citati, con il quale si è praticamente nella condizione di non sapere che cosa fare. Ma è anche vero che vi sono due o tre impostazioni chiave assolutamente indispensabili (di cui una sul pannello di "Controllo volume" della scheda audio e un paio su VA), lasciate un pò "tra le righe" ma che, se omesse, inibiscono del tutto il funzionamento del misuratore. Confesso che capire questi "dettagli" mi è costato parecchia fatica. Tutto perchè l'autore (come candidamente ammette) non ha mai trovato il tempo per realizzare il Manuale d'Uso. Superato il problema, allora è veramente questione di cliccare un pulsante e collegare il componente incognito...
Il circuito
elettronico di misura
Nella versione originale, lo schema del circuito è questo: Con "Play" si intende "Line Out" o "Uscita Linea"; con "Rec" si intende "Line In" o "Entrata Linea". Il canale usato per "Line Out" è il Destro (Right); le uscite degli operazionali U1A e U1B vanno rispettivamente agli ingressi "Right" (Destro) e "Left" (Sinistro). La resistenza R1 serve a fornire un riferimento di terra alla scheda audio. Il componente incognito è costituito da Zx, rappresentato in base a quanto detto con una parte reale Rs ed una immaginaria jX.
Comunque è ora di illustrare lo schema
definitivo, reale e funzionante.
Vediamone i dettagli. Sezione di
sinistra Per fortuna si tratta solo di
diciture di riferimento, ma il programma poi non commette errori.
Basta solo tenere presenti i numeri di riferimento: [1], [2], ecc.
Disgraziatamente sono presenti errori anche nelle liste delle
resistenze e delle induttanze. Se vi chiedete come ho fatto a
recuperare le portate esatte, rispondo che le ho individuate sia dal
lavoro di Steber, che dall'utilizzo diretto del programma collegato
all'interfaccia. In pratica, si tratta di selezionare la stessa
posizione sia sul commutatore rotante che nel listbox. Se si
sbaglia, cambia l'ordine di grandezza del valore che appare nella
finestra di misura, ma non il valore in sé: cioé ad esempio, invece
di 100.54 nF apparirebbe, che so, 10.054 nF, o 1005.4
nF... In
ogni caso, VA dispone di un algoritmo che
suggerisce l'eventuale necessità di cambiare portata con
l'apposizione di un simbolo "(u)" come "up", cioè
"su", o "(d)" come "down", cioè "giu". Sezione di destra Ma il circuito dovrà essere collegato ad un PC,
che dispone delle proprie alimentazioni incorporate: non c'è un modo
per approfittarne, evitando di aggiungere una complicazione, come le
batterie, che alla lunga si scaricano, variano di tensione, si
esauriscono? Certo! Ogni PC dispone di una serie di connettori USB,
completi di due collegamenti a +5V e massa. Mancherebbe solo
il -5V. Niente paura. Basta un "Voltage converter", come appunto
l'ICL7660. Con solo due condensatori elettrolitici
di bassa capacità (per la pompa di carica e l'immagazzinamento)
realizza la completa conversione di tensione di alimentazione da
positivo a negativo per qualsiasi tensione tra + 1.5V e + 10V,
fornendo la tensione complementare (uguale in valore
assoluto) di -1.5V a -10V. La tensione positiva viene applicata
tra i piedini 8 (V+) e 3 (Gnd); la corrispondente tensione negativa
si ritrova tra i piedini 5 (V-) e 3. Un dettaglio che non risulta dallo
schema elettrico è la necessità di provvedere un collegamento fisico
tra la linea di massa (USB -V) e i connettori di massa delle prese
(femmina) jack stereo da pannello. All'inizio io non avevo
previsto il collegamento sull'interfaccia tra la linea di
massa (USB - V) e il connettore di massa delle prese,
confidando nel fatto che sul PC i corrispondenti terminali si
trovano allo stesso potenziale di massa. Ma in mancanza,
l'interfaccia non funzionava! Un controllo con l'oscilloscopio sui
segnali in ingresso e uscita mi presentava forme d'onda assurde in
viaggio verso l'ingresso linea; così ho provveduto. Tenuto conto che
il fissaggio meccanico delle due prese jack sul pannellino frontale
metallico ne garantisce la continuità elettrica tra i terminali di
massa, è sufficente collegare uno dei due con uno spezzone di filo
alla boccola sul pannello corrispondente a "Test2", che a sua volta
è collegata all'omonimo terminale sulla basetta di
interfaccia. A questo proposito, è necessario
verificare col tester, prima di effettuare le saldature, le
corrispondenze tra i terminali sul connettore e sullo spinotto
(maschio) dei cavetti (prolunghe maschio-maschio) che si useranno per
collegare l'interfaccia alla scheda audio del PC. Si inserisce uno
spinotto nel connettore da pannello, poi si cerca successivamente
per ciascuno dei 3 terminali R (Right, destro), L (left, sinistro) e
massa dello spinotto rimasto libero la corrispondenza con quelli
della presa. Si veda a proposito più sotto, paragrafo
"Connessioni". Per quanto riguarda le 5 resistenze
"Rm", sembrerebbe emergere dalla lettura dei lavori originali la
necessità di usarne del tipo di precisione, e sopratutto di
conoscerne il valore esatto. Ma nell'uso pratico ho verificato che
non è cosi... come si vedrà nel capitolo
Calibrazione. In pratica, procuratene due serie: 5
verranno montate sul commutatore S1, le altre 5
saranno da conservare - e misurare accuratamente - per essere
utilizzate come "Test" durante la calibrazione. Connessioni
Questi invece sono i collegamenti degli spinotti jack stereo, usati sui PC e sulle comuni periferiche audio, e la posizione dei connettori delle schede audio sui PC. R = Right (destro); L = Left (sinistro); il terzo collegamento è la massa.
Costruzione Ecco il layout della basetta. A sinistra dal lato componenti, con il tracciato delle piste in trasparenza; a destra dal lato rame. Le dimensioni sono circa 30 x 50 mm. I collegamenti in arancione sono i ponticelli. Come si vede, ho utilizzato una presa USB per circuito stampato, che fornisce praticità di impiego e robustezza meccanica ed elettrica. La resistenza Rm in realtà non viene montata in quanto, come appena detto, è sostituita dal commutatore esterno di portata. Le piste appaiono occasionalmente accorciate o interrotte secondo le necessità circuitali. In pratica ho utilizzato un fresetta in acciaio da 1 mm montata sul Dremel, per eliminare il rame sulle piste nei punti corrispondenti della basetta. Vediamo la basetta reale, lato rame; in alto spunta il connettore USB: La stessa basetta dal lato componenti:
Come si vede, vi sono più ponticelli che componenti! A sinistra c'è il LM358, a destra l'ICL7660S. I terminali corrispondono, in ordine, a "LineIn-Right", "LineOut-Right", "LineIn-Left", "Test1" e "Test"2. La resistenza è R1. I due fili marrone che partono in corrispondenza del simbolo "Rm 10 K" vanno al commutatore rotante, illustrato qui sotto. I più attenti noteranno la presenza di una sesta resistenza da 1 Mohm, montata per eventuali prove, visto che il commutatore ha 6 posizioni. Ma in pratica non l'ho usata. Qui si vede il commutatore montato sul pannello, assieme alle prese jack ed alle boccole per il componente in prova. La basetta è trattenuta dai 7 cavetti che la collegano ai componenti sul pannello; poi sarà fissata con due viti e dadi sul fondo della scatola, dove ho predisposto i necessari fori e la fenditura per la presa USB.
A proposito, così si presenta il pannello in alluminio: Questo è il fondo della scatola, con la fenditura e due distanziatori per la basetta; purtroppo non era una foto facile da realizzare... Montata la basetta nella scatola, ecco la presa USB che fa capolino di lato: Una vista della scatola terminata; ho completato il pannello con scritte realizzate con una etichettatrice Dymo "LabelPoint 150": Ho completato l'apparecchio con due cavetti per collegare i componenti sotto misura, forniti di spina a banana da una parte e di coccodrillo dall'altra:
Settaggi ed
utilizzo Ora si lancia il programma VA ("VISUAL ANALYSER 2010 beta", VA.exe). A sinistra appare il pulsante di accensione dell'analizzatore. Per ora lasciatelo così. Dal Listbox in centro selezionate "Linea in ingresso". Ora cliccate i pulsanti "Input Gain" (che apre il pannello "Controllo registrazione" di Windows) e "Output Gain", che apre il pannello "Volume master". Dentro "Controllo registrazione" dovreste vedere selezionato "Linea in ingresso", cioé con una spunta nella casella "Seleziona"; verificate che lo slider del Volume sia in alto. Il Bilanciamento deve essere al centro. Se di solito non lo spostate mai, il Bilanciamento si trova settato al 50% su Sinistra e 50% su Destra; ma se lo spostate, dal pannello di controllo è pressoché impossibile capire quali sono le reali percentuali dei due canali. E se tra un utilizzo e l'altro dell'analizzatore lo spostate, cambiando le sensibilità relative dei due ingressi, lo strumento darà risultati errati. Nel mio caso, per fortuna, la scheda audio incorporata nella MB (una "SoundMAX®") è provvista di un Pannello di controllo proprietario, che affianca e integra quello di Windows, in cui se si muovono i cursori appaiono opportune diciture che indicano numericamente i settaggi dei cursori. Così non vi sono sorprese. Magari anche la vostra sheda audio dispone di un analogo pannello... Da notare che normalmente la "Linea in ingresso" non è selezionata all'avvio di Windows, ed in mancanza VA non ha modo di funzionare, non ricevendo le due tensioni dal partitore. Per quanto riguarda "Volume master" di solito è già settato correttamente; al più restano da disattivare il "Sintetizzatore SW" ed il Lettore CD". Controllate qui sotto: Ora si devono settare alcuni parametri di VA. Dovete mettere un segno di spunta nelle due caselle "Trig" e portare i quattro cursori verticali "Vpos" e "Trig" per entrambi i canali a metà corsa. Nella parte bassa a destra controllate che nel Listbox "Channel(s)" sia selezionato "A and B"; mettete una spunta in "X - Axis - Log" e toglietela da "Y - Axis - Log". Adesso cliccate il pulsante "Settings" in alto a sinistra, alla destra del pulsante di accensione. Nella finestra che si apre cliccate la linguetta "Main" e controllate che nel Listbox "Channel(s)" sia selezionato "A and B". Ad ogni modo riferitevi all'illustrazione. Cliccate la linguetta "ZRLC" e mettete un segno di spunta nella casella "Auto Bias". Questo è assolutamente indispensabile. Noterete che nelle 5 caselle nel riquadro "Scale settings (Ohm, %)", nelle posizioni da 1 a 5 appariranno i valori standard 10, 100, 1000, 10000 e 100000. I valori che vedete nella figura (che derivano dalla calibrazione del mio esemplare) si definiranno nel corso della Calibrazione, che vi illustrerò dopo. Siamo pronti a partire. Mettete un segno di spunta nella casella "ZLRC meter" nella parte destra della metà inferiore della finestra principale di VA, a destra del grafico dello spettro. Si aprirà la relativa finestra, denominata "ZRLC meter FOURIER". Lasciate settata la frequenza di 1000.00 Hz, come appare in alto. Vedrete anche che il pulsante di accensione, prima su On, passerà su Off, ad indicare che è disponibile per spegnere lo strumento (non per uscire dal programma...) Spostate questa finestra sullo schermo in modo da vedere anche la finestra principale, che costituirà un controllo del funzionamento. Adesso potete effettuare la misura. 1. In questa fase non dovete collegare nulla ai morsetti "Test". 2. Posizionate il commutatore rotante sulla posizione "3", ed analogamente selezionate "[3]" dal Listbox sotto "Reference (Ohm)". (Potete segliere qualunque posizione, basta che sia la stessa sull'analizzatore e sul programma). 3. Cliccate il pulsante "Measure". L'analizzatore effettuerà una prima calibrazione, che potrà durare qualche decina di secondi, poi apparirà la scritta "Connect DUT" (DUT = Device Under Test = dispositivo sotto test). Se osservate la finestra principale, vedete che nel grafico superiore l'oscilloscopio visualizza la forma d'onda sinusoidale a 1000 Hz applicata al partitore; nella finestra dello spettro appare un picco in corrispondenza della frequenza di 1 kHz. Attenzione! Se non vedete i tracciati sopra riprodotti significa che avete sbagliato qualcosa; ricontrollate... 4. Ora collegate un componente da misurare (di seguito "DUT"); nel caso illustrato vedete il risultato ottenuto con un condensatore da 56 nF. Se ora guardate di nuovo la finestra principale, vedete che è apparsa una seconda onda sinusoidale (rossa), che rappresenta la tensione alternata ai capi del componente sotto misura. Nella finestra dello spettro, analogamente, appare un secondo picco, ovviamente centrato sotto il primo. Potrà capitare che alla destra della misura appaia un simbolo "(u)" o "(d)", che indicano rispettivamente "Up" (Su) o "Down" (Giù). Questo indica che la gamma scelta non è adatta. Dovete pertanto premere "Stop", scollegare il DUT, passare alla gamma superiore o inferiore a seconda che sia apparso (u) o (d), e ripartire da 1. Se invece è tutto OK, potete anche - ad esempio - scollegare il DUT e sostituirlo con un altro analogo, ad esempio nel caso che vogliate selezionare due o più componenti di valore più vicino possibile.
Qualcuno potrà chiedersi
come avviene che il programma indichi la corretta grandezza
elettrica per il componente esaminato; nel caso attuale una
capacità, quindi una misura in pF, nF o µF. Bene, ricordate quanto
detto all'inizio a proposito del partitore? Quando si inserisce una
capacità o una induttanza nel partitore, la parte "reattiva" di
queste provoca uno sfasamento Questo avviene in quanto nella sezione "Measure" è premuto il pulsante "Auto". Se invece provate a premere il pulsante "Man", diventano attivi i 5 pulsanti nella sottostante sezione "Manual", e siete allora voi a scegliere quale misura visualizzare. E se scegliete "R" o "L" quando avete inserito un condensatore, la misura non appare. Però, prima di passare ad altre misure, è bene calibrare l'analizzatore. Questo non è un argomento trattato nell'articolo di Accattatis. Dalla lettura, e dall'esame del programma, sembra che sia sufficente misurare con uno strumento affidabile le 5 resistenze "campione" inserite sul commutatore, ed inserirne i rispettivi valori nella finestra "ZRLC" di "Settings". Invece non è così! Nelle prime prove avevo provato ad esempio a misurare una resistenza da 10000 ohm, il cui valore reale, secondo il mio tester, era di 9920; ma la misura era stata di 9950 ohm. Eppure avevo inserito nella finestra "ZRLC" i valori reali delle 5 resistenze, dopo averli misurati con il tester digitale... Non che fosse un errore insopportabile; ma non si poteva aumentare la precisione? Per tentare di capire il problema, avevo collegato l'oscilloscopio sia sulla tensione ai capi del partitore, che su quelle in uscita; ed avevo notato che queste cambiavano a seconda della posizione del commutatore. Probabilmente la colpa è dell'impedenza di uscita della mia scheda audio, troppo alta per questa particolare applicazione. Si potrebbe pensare di aggiungere un altro operazionale tra l'uscita audio e il partitore, in funzione di adattatore di impedenza; ma chi è in grado di appurare la vera causa di questo fenomeno? Per fortuna c'è una strada più semplice. La trovate nel paragrafo successivo.
Calibrazione Se si vuole forzare lo strumento a indicare la reale resistenza sotto prova, non basta quindi tenere presente il solo valore del riferimento, usando il suo valore nei Settings. Bisogna usare un valore con il quale il programma, effettuando i propri calcoli, giunga al risultato reale. Ed è un valore che si ottiene facilmente confrontando - manualmente ed "una tantum" - il valore vero della resistenza in prova, con quello indicato dal programma prima di effettuare la correzione. Dunque, per calibrare l'analizzatore procedete così. Vi avevo anticipato di preparare una serie di 5 resistenze di prova, dello stesso valore nominale di quelle montate sul commutatore. Il cui valore, in realtà, non interessa più di tanto, salvo il verificare che rientrino nella tolleranza di costruzione. a. Misurate col vostro tester i valori delle resistenze di prova - che sarà bene conservare - e segnatevi i valori trovati. Tenete presente che la precisione dell'analizzatore sarà quella del tester che avrete usato. b. Aprite la finestra "Settings" e cliccate la linguetta "ZRLC"; lasciate questa finestra in vista sullo schermo. c. Iniziate la misura dal punto 1. del paragrafo Settaggi ed utilizzo sopra illustrato; impostate la posizione [1] sul commutatore e sul programma. d. quando giungete al punto 4. inserite la resistenza di prova da 10 ohm, e segnate il valore misurato. e. Supponiamo che il valore reale della resistenza di prova sia 10.40 ohm (Rp ), e che la misura visualizzata sullo schermo sia uguale a 10.10 (Rv). Effettuate il calcolo del fattore F = Rp / Rv Nel caso attuale, si avrebbe F = 10.40 / 10.10 = 1.0297. f. Senza premere Stop, cliccate nel campo corrispondente alla "Position 1" nella sezione "Scale settings" e sostituite il numero 10 con 10 x 1.0297, cioé con 10.30 (non è il caso di essere troppo pignoli...). Noterete che, a seguito della modifica del valore, il pulsante "Apply" relativo a quella posizione, prima non disponibile, si attiva. Cliccatelo per rendere effettiva la modifica. Vedrete immediatamente apparire il valore esatto, salvo lievi oscillazioni di poco conto. g. Procedete allo stesso modo per le altre 4 posizioni, inserendo successivamente le altre resistenze di prova e ripartendo sempre dal punto c. h. Alla fine del procedimento conviene fare in modo di ritrovare questi settaggi, in modo da essere sicuri di non dover rifare la calibrazione ogni volta. Per fortuna esiste l'opzione per salvare la configurazione. Nella finestra dei Settings trovate i tre pulsanti "Save Config.", "Save As" e "Open Config". Cliccando "Save Config." tutti i parametri di funzionamento presenti al momento verranno automaticamente ricaricati ad ogni nuovo lancio del programma. Abbiamo calibrato l'analizzatore per le resistenze; e per gli altri componenti? Disponendo di un tester con la possibilità di misurare i condensatori, con le portate 2 nF, 20 nF, 200 nF, 2 µF e 20 µF, ho misurato prima con questo due condensatori in poliestere (come quello della foto dei due cavetti con i coccodrilli) del valore di 220 nF. Ho trovato rispettivamente 211 e 217 nF. Sottoposti quindi alla misura con ZRLC utilizzando la posizione [1] ho trovato rispettivamente 215 e 219 nF. Nella figura seguente vi riporto la misura per il secondo condensatore; tenete presente una cosa che non avevo ancora detto, cioé che le misure generalmente non sono fisse su un valore preciso, ma oscillano lievemente tra due estremi. In questo caso, per il secondo condensatore, tra 219 e 221 nF. Se premiamo "Stop", stacchiamo il condensatore, portiamo l'analizzatore e ZRLC in posizione [2] e ripartiamo, ecco il risultato: Mica male, no? Per quanto riguarda le induttanze, non avevo al momento sottomano nulla di utile, né di valore noto; però mi sono ritrovato un vecchio filtro antidisturbo autocostruito, costituito da due bobine avvolte intercalate su uno spezzone di ferrite tipo radiolina OM, collegate a due condensatori da 0.47 µF, 630 V. Ecco lo schema: Collegando ai morsetti di Test i terminali T1 e T3 (lo stesso sarebbe tra T2 e T4), ecco la misura trovata: Notate la bassa resistenza "Reale", pari a 1.331 ohm, come di solito avviene per le induttanze; in fondo si tratta di due spezzoni di filo smaltato... E dato che non abbiamo detto nulla del "Vettorscopio", eccolo in funzione; lo si ottiene mettendo la spunta alla casella "Vect" nella finestra di ZRLC, a sinistra della sezione "Measure": Si vedono graficamente in 2 dimensioni, come vettore, i parametri del filtro (che qui, ripeto, è visto come induttanza): le piccole differenze tra i valori corrispondenti nelle due rappresentazioni sono normali, dovute alle piccole oscillazioni di cui ho detto prima. Per vedere il filtro come condensatore, l'avrei dovuto collegare tra T1 e T2, o tra T3 e T4. Un'ultima prova: un condensatore variabile ad aria montato su ceramica, reduce dei miei primi, lontani esperimenti in radiofrequenza! Non saprei come ricavare il valore di capacità dai codici stampigliati sopra: GH-1072-12-3, e 273252W. L'ho fotografato collegato all'analizzatore, ma non vicino al PC, per mancanza di spazio. Eccolo: Mi domandavo: l'analizzatore sarà in grado di misurarlo? Come risposta ecco le misure, rispettivamente in posizione tutta chiusa, e quasi completamente aperta (se lo aprivo tutto l'analizzatore non era più in grado di fornire una misura): Come mi aspettavo, specialmente in posizione aperta, avvicinando e allontanando una mano al condensatore vedevo variare la misura... Meglio di niente, non dite? Penso proprio di aver finito. E di aver "completato" con la necessaria parte hardware un buon programma, al di là delle poche, piccole imperfezioni. Che mi auguro che l'autore voglia correggere. E di aver dimostrato in pratica la bontà del progetto, la sua utilità, la sua comodità di impiego. APPENDICEBasetta PCB Per venire incontro a coloro che preferiscono realizzare la basetta a circuito stampato, ho provveduto a preparare il PCB per l'interfaccia. Eccolo qui, lato rame: La disposizione dei componenti:
Preciso che:
2) L-I-R = Line In Right (Ingresso Linea, canale Destro); 3) L-I-L = Line In Left (Ingresso Linea, canale Sinistro); 4) Rm1 e Rm2 = terminali del commutatore con le resistenze per la selezione delle portate (corrispondenti ai 2 fili marrone); 5) Test1 e Test2 = collegamenti ai morsetti rosso e nero per il componente da misurare; 6) USB = connettore USB per CS, tipo A:
Avvertenze
per l'uso...
La basetta, per ora, esiste solo "sulla carta", quindi non dispongo al momento di una versione dell'interfaccia ZRLC che la utilizzi. Dunque non l'ho provata in pratica, ma ho verificato la correttezza dei tracciati da un punto di vista "formale", nel senso che: - Lo
sbroglio di partenza è stato ottenuto convertendo a PCB lo schema
originale progettato con DipTrace, che è "ZRLC4.dch"; il risultato è
"ZRLC7_USB_PCB3.dip". Ve li metto entrambi a disposizione, assieme
ai file JPG corrispondenti alle immagini sopra riportate, e al file
PDF corrispondente al solo layout delle piste in rame, in scala
1:1.
- Ho
effettuato un attento controllo visivo delle piste, confrontando
tutti i collegamenti, ad uno ad uno, tra lo schema e il PCB. Questo
non è stato difficile, data la semplicità dello schema.
Però suggerisco a chi vorrà realizzare il PCB di procedere così,
oltre ai normali controlli che ognuno userà fare secondo le proprie
abitudini:
a)
Realizzata la basetta, saldare gli zoccoli e la presa USB;
b) collegare la presa USB ad una di quelle sul PC con un cavetto USB maschio-maschio tipo A, e verificare col tester la presenza di 5 V positivi circa (ovviamente il valore esatto dipende dall'alimentatore del PC) tra i piedini 8 e 3 dello zoccolo dell'ICL7660S, come pure tra il piedino 8 dello zoccolo del LM358 e il terminale Test2 (che corrisponde a "Gnd" della presa USB); c) se
OK, staccare il cavetto, ed inserire l'integrato ICL7660S nel suo
zoccolo;
d)
ricollegare il cavetto, e verificare col tester la presenza di 10 V
positivi - o meglio, il doppio in valore assoluto, salvo leggeri
scostamenti, del valore trovato al precedente punto b) -
tra i piedini 8 e 4 dello zoccolo
del LM358; come pure di 5 volt negativi - all'incirca uguali in
valore assoluto a quanto trovato al precedente punto b) -
tra il piedino 4 dello zoccolo del LM358 e il terminale
Test2.
e)
staccare il cavetto USB, e continuare nel
montaggio.
Files
disponibili:
Questi sono i files a vostra disposizione: - Il file PDF con le tracce in rame, in scala 1:1: ZRLC/ZRLC_x_PCB2.pdf - Lo stesso in scala più grande, in formato JPG: ZRLC/ZRLC_x_PCB2.jpg - La disposizione dei componenti, nella stessa scala, in formato JPG: ZRLC/ZRLC_x_PCB_Top.jpg - Il file del layout della basetta in formato "DipTrace - PCBLayout", zippato, per chi ha il programma: ZRLC/ZRLC7_USB_PCB3.zip - Lo schema elettrico in formato "DipTrace - Schematic", zippato: ZRLC/ZRLC4.zip
Buon lavoro! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||